Un mestiere dietro il paesaggio del Cusio
Strumenti, manufatti e documenti raccontano il lavoro degli scalpellini fra Ottocento e Novecento. Il percorso evidenzia fatica, pericoli e competenze di un’attività che coinvolse molte famiglie della sponda occidentale del Lago d’Orta. Le testimonianze aiutano a leggere il grande affioramento granitico su cui sorge il santuario: il panorama non è soltanto uno sfondo, ma una risorsa lavorata e una storia sociale. Video e immagini collegano gli attrezzi alle persone e ai processi, evitando una visita limitata al riconoscimento dei materiali.
Museo e santuario: due soste complementari
Il museo si abbina al santuario della Madonna del Sasso e al suo belvedere, ma l’apertura dei due luoghi va verificata separatamente. Una passeggiata nel borgo completa la lettura del territorio; eventuali percorsi a piedi verso il lago comportano dislivelli e non sono equivalenti alla breve visita panoramica. Per confrontare altri aspetti della lavorazione della pietra puoi consultare GranUM a Baveno e il MuMaG a Montorfano. Sono tappe in territori diversi, da inserire in un itinerario più ampio anziché nella stessa sosta.